DOPPIO GETTONE: PERCHE'?

 

Martedì ventisette novembre, i quaranta consiglieri comunali genovesi affronteranno - insieme con i loro colleghi regionali - il problema del piano di cessione delle aziende di Finmeccanica, ed i suoi effetti sull'occupazione.

Si tratta di un'iniziativa senza dubbio encomiabile, del resto richiesta a gran voce dai sindacati confederali: quello che però non si capisce è perché, per avere una posizione forte da parte dei membri delle due assemblee elettive, i consiglieri comunali debbano recarsi - remunerati col gettone di presenza che ammonta a settanta Euro netti - presso l'assemblea di via Fieschi, quando la questione potrebbe essere tranquillamente discussa dai due Enti locali separatamente.

Magari all'interno di una qualche sessione che - succede piuttosto spesso - senza questa problematica durerebbe nemmeno dieci minuti: occorrerebbe soltanto cambiare l'o.d.g., spostando le cose meno urgenti ad altra data.

Nel caso poi si volesse procedere simultaneamente, sarebbe sufficiente un giro di telefonate per concordare un documento comune: si eviterebbe così un aggravio di spesa per le tasche dei cittadini, visto che oltre che per la 'trasferta' (dieci minuti scarsi a piedi!) mattutina, i rappresentanti che siedono nell'assemblea di via Garibaldi riceveranno un altro gettone, di pari importo, per la normale seduta del pomeriggio.

Mi chiedo, però, perché mai dovrebbero, questi politicanti ingordi, comportarsi diversamente da come agiscono: i genovesi sono tutti presi dalle primarie della coalizione della destra clerical-moderata, e di tutto il resto delle manovre politiche non potrebbe fregargliene di meno.

 

Genova, 26 novembre 2012

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

 

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